Cos'è
Internet:
Una rete di computer è un sistema di computer
connessi tra loro per poter scambiare
informazioni. Internet è una delle tante reti
che esiste al mondo, si distingue dalle altre per
due motivi: è la rete più estesa al mondo
chiunque può
entrarvi liberamente (collegandosi alla linea
telefonica tramite un modem)
Il web, da molti
impropriamente definito rete, è uno dei tanti
sistemi software che
funziona su Internet; esiste quindi una netta
differenza tra world wide web e Internet.
I vecchi sistemi mediatici come TV, radio,
quotidiani, periodici, cinema, ecc., sono
monodirezionali in quanto i messaggi hanno una
sola direzione: da chi parla o scrive (la fonte,
l'emittente) a chi ascolta o guarda (il
destinatario). Internet invece è un mezzo di
comunicazione a due vie: il fruitore non solo
riceve, ma può anche agire, trasmettere.
Chiunque dotato di computer e modem (che collega
il computer alla rete telefonica) può scegliere
liberamente con chi entrare in contatto, cosa gli
interessa sapere, se esporsi o meno alla
comunicazione, anche pubblicitaria, in che modo
interagire con la miriade di siti, commerciali e
non.
Lo
sviluppo di un sito web si compone di tre parti:contenuto
(consigli,descrizioni,forme e colori, animazioni,
foto, disegni, filmati ecc.)
sistema di interazione
(supporto alla navigazione, impaginazione,
struttura dei collegamenti ecc.)
amministrazione del
sito
L'interattività è sicuramente coinvolgente per
il progettista che si può sbizzarrire con
effetti pirotecnici, ma è comprensibile a fondo
solo dagli addetti ai lavori (all'utente poco
importa se un dato collegamento si apre in una
finestra mediante un sofisticato codice).
In pratica il sistema di interazione seppur
importante, non contiene di per sé nessun
messaggio valido e recepibile: un efficiente
interazione è il frutto di un buon managment
piuttosto che di un capace webmaster. Il contenuto
è ciò che di concreto il navigatore si aspetta
di trovare quando entra in un sito.
Gli
errori più comuni del managment:
Grazie all'interattività
propria di Internet si può parlare della fine
del monologo e dell'avvento di un dialogo alla
pari, tra navigatori e aziende, che dura fino a
che c'è interesse da entrambe le parti.
Il grosso cambiamento riguarda le agenzie che,
mentre un tempo erano al servizio delle aziende,
facendo da amplificatore per reclamizzarne i
prodotti, ora devono diventare consulenti
dei consumatori, agendo da tramite verso il
mercato on-line.
Per riuscire in questo intento, occorre (in
accordo con il committente), sviluppare capacità
di ascolto, capire le esigenze del
consumatore-navigatore, saper rispondere in
fretta ed esaurientemente, soddisfare i bisogni
specifici del singolo e non più della massa. Non tutti sembrano aver recepito a fondo
questo messaggio, ci si può rendere conto
navigando su Internet. Di seguito sono elencati
alcuni degli errori più comuni nel
management di un sito:
sottovalutare
il web...
I due classici
errori nella stima del futuro di una tecnologia
sono la sopravvalutazione del suo effetto a breve
termine e la sottovalutazione del suo effetto a
lungo termine. Molti sono stati delusi dalle
aspettative a breve termine dei primi anni, non
accorgendosi che ora l'impatto di questo media
sta crescendo costantemente, motivato
dall'esponenziale incremento delle persone
collegate alla rete. Tutto ciò fa ritenere
Internet una delle più importanti (se non la
principale) variabili da considerare nella
conduzione dei propri affari in futuro. L'idea da
molti definita utopica, di un mercato globale, è
in piena fase di realizzazione; non cogliere
questa opportunità sarebbe un errore davvero
imperdonabile.
trattare
Internet come un media secondario...Un errore grossolano è quello di
trattare Internet come un media di secondaria
importanza o di paragonarlo agli altri già
esistenti. Uno degli errori più comuni è quello
inserire nelle proprie pagine web il contenuto
predisposto per altro tipo di media (molte
aziende pubblicano sul WEB, senza cambiare di una
virgola, brochures, pubblicità su riviste,
cataloghi, spot TV ecc.).
non
sapere perchè sia utile possedere un sito...
Il più grosso errore che si possa
commettere è quello di commissionare un sito
senza spiegare a cosa esso debba servire, il
motivo che ci ha spinto ad averne uno (ancora
peggio: farsi realizzare un sito solo perché
ormai tutti ne hanno uno!). Attualmente,
un'azienda necessita di un proprio sito Internet
per essere considerata professionale (non
possedere un sito è considerato alla stregua di
non possedere un fax, una casella di posta
elettronica). Intendiamoci, va benissimo avere un
sito web-biglietto da visita (con una piccola
presentazione sull'attività ed i servizi offerti
dall'azienda), ma non è questo il modo corretto
di sfruttare le potenzialità di Internet: un
sito del genere dovrebbe derivare dalla decisione
consapevole di non voler investire nel web
attivamente, per fare del commercio. Spesso i
siti web non hanno alle spalle una ricerca che
stabilisca in che modo il proponente possa
fornire un servizio al navigatore-cliente.
Invogliare il potenziale cliente a dedicarvi
tempo navigando tra le vostre pagine, gli
permette di decidere se fare degli affari con voi
e quindi, investire denaro nei beni/servizi
offertigli.
progettare
per se stessi...
Molti siti sono
"costruiti" secondo il gusto personale
del committente, senza tener conto di chi poi ne
usufruirà. Ricordate che la vostra azienda non
è il centro dell'universo, il sito andrebbe
progettato per le esigenze del navigatore, non
per soddisfare il vostro egocentrismo. Cercate
inoltre di non costruire un sito per pochi eletti
(in possesso degli ultimi ritrovati della
tecnologia) ma accessibile a tutti.
non
prevedere un budget per il mantenimento...
Una buona regola è che il budget annuo
per l'aggiornamento e l'ammodernamento del
proprio sito, sia pari alla spesa iniziale per la
costruzione del sito stesso; (comunque non meno
del 50%). Paradossalmente, se il budget è
ridotto, è meglio investire meno nell'impianto
iniziale, in modo da avere sufficienti risorse
per aggiornare il sito in futuro. E' inutile
investire soldi per costruire un bel sito senza
prevedere un costante aggiornamento,
l'investimento perderà ben presto il valore e
l'efficacia iniziali. La rete Internet cambia ad
una tale velocità da rendere necessario un
aggiornamento generale (restilyng) almeno una
volta all'anno. Ulteriori interventi di rinfresco
dei contenuti (riorganizzazione e revisione di
vecchie pagine, collegamenti nuovi o che sono
cambiati, aggiornamento in base a consigli dei
clienti-visitatori ecc.), sono comunque
consigliabili nel corso del tempo. Se il design e
la struttura del sito non sono al passo con le
mutevoli esigenze dei navigatori, esso perderà
ben presto l'interesse che suscita pur avendo
contenuto valido ed attuale.
rivolgersi
a più agenzie...Internet
è pieno (più di quanto non ci si immagini) di
siti che sembrano una di quelle coperte composte
da ritagli di stoffe diverse. Il problema di
affidare il design del vostro sito a più agenzie
è che ognuna vorrà porre la propria
"impronta" a ciò che sta realizzando:
sia perché il metodo di progettazione cambia da
un' agenzia all'altra, sia perché il vostro sito
rispecchierà, anche se in minima parte, la
filosofia e lo stile del webmaster. Il fruitore
si annoia e rimane spaesato quando si trova di
fronte ad un sito le cui pagine cambiano
drasticamente design. Logica e coerenza sono la
chiave di un sito interattivamente facile e
piacevole da navigare. Quando tutti gli elementi
interattivi (collegamenti ipertestuali, bottoni
ecc.) hanno le stesse proprietà ed il medesimo
aspetto, il navigatore usa il sito con più
sicurezza, perché si può spostare sfruttando
ciò che ha acquisito, senza dover imparare tutto
da capo ad ogni nuova pagina. Un banale esempio
può essere quello dei collegamenti che cambiano
colore a seconda che siano già stati visitati o
meno: per convenzione, i colori standard sono
blu/azzurro se il collegamento è ancora da
visitare; rosso/viola se il collegamento è già
stato visitato. Il progettista può dar libero
sfogo alla sua creatività, decidere di rompere
questa consuetudine cambiando i colori a sua
discrezione, ma per il navigatore è fastidioso e
disarmante non capire se è già entrato in una
determinata pagina o meno.
confondere
il "cosa" dal "come"...Molte aziende capiscono l'importanza
dell' interazione con il pubblico; spesso però,
si aspettano soluzioni da ricerche di mercato
tradizionali, come i questionari che propongono o
i gruppi di ascolto. L'utente però non è un webmaster, casomai vi può fornire il parere
riguardo le informazioni che lo interessano, il
modo in cui gradirebbe essere aiutato, seguito,
consigliato, starà poi a voi trovare il modo
giusto. L'attento ascolto dell'utilizzatore
spesso fornisce spunti su cui impostare un
progetto-prototipo, che poi andrà proposto in
rete e testato sul campo dall'utente stesso.
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